PERCHÉ QUESTO MAGAZINE


Prima di tutto: il titolo. Per chi non lo sapesse tre casettine dai tetti aguzzi è il primo rigo della poesia di Aldo Palazzeschi intitolata Rio Bo. Ma perché tre casettine? Perché questo magazine (che un vero magazine non pretende di essere, non essendo registrato come tale ed essendo aggiornato senza cadenza mensile) vuole parlarvi di progettazione, di costruire, di risparmio energetico grazie all’ingegnere civile Mirko Rizzi (e quale costruzione è più simbolica di una casa?) e perché dall’altra parlerà di libri e cultura (qui rientra il ruolo della poesia) grazie a Lara Zavatteri, scrittrice.

venerdì 18 ottobre 2013

Elisabetta I






Un libro per la rubrica La casina di marzapane.Carolly Erickson ha scritto diverse biografie legate a personaggi della famiglia Tudor. In questo caso si tratta dell’ultima sovrana Tudor che regnò sull’Inghilterra, Elisabetta I. Figlia di Enrico VIII e Anna Bolena, Elisabetta crebbe in un clima di sospetto e paura fin da bambina. A soli due anni la madre venne decapitata e iniziarono le voci sulla sua presunta paternità. In molto credettero di vedere nei suoi lineamenti quelli del musicista Mark Smeaton, menestrello di corte, condannato e ucciso perché dove atroci torture confessò (ma sotto tortura, gli inquisitori lo sapevano bene, si poteva dire qualunque cosa per far cessare il dolore) di essere stato amante di Anna Bolena. Quando il padre morì (in seguito fu chiaro, anche ad un semplice sguardo, che era figlia di Enrico VIII, tanta era la somiglianza) sul trono s’insediò il fratello Edoardo, un bambino, e a governare il regno fu il Protettore Edward Seymour. Edoardo, che morì precocemente, pur amando la sorella lasciò un documento-non si sa suggerito da chi-in cui designava regina la cugina Jane Grey, in questo modo sia Elisabetta sia la sorella maggiore Maria (figlia di Caterina d’Aragona) furono estromesse dalla successione. Sarà Maria ad avere la meglio con una ribellione che porterà in carcere la stessa Jane, poi mandata a morte e la stessa Maria ad imprigionare nella Torre (la stessa in cui era stata portata Anna Bolena) la sorella Elisabetta. Il regno di Maria, segnato dai roghi dei protestanti-lei era fautrice del ritorno alla religione cattolica-non vide un erede e alla morte della sorella Elisabetta divenne regina. Il seguito è tutto da scoprire, resta il fatto che con la sua tenacia, la sua intelligenza e la sua cultura il regno di Elisabetta sarebbe stato ricordato come quello dell’”Età d’oro” per il suo splendore. Tra gli spettacoli cui la regina partecipò, anche le commedie e tragedie di un attore dal nome William Shakespeare.

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