PERCHÉ QUESTO MAGAZINE


Prima di tutto: il titolo. Per chi non lo sapesse tre casettine dai tetti aguzzi è il primo rigo della poesia di Aldo Palazzeschi intitolata Rio Bo. Ma perché tre casettine? Perché questo magazine (che un vero magazine non pretende di essere, non essendo registrato come tale ed essendo aggiornato senza cadenza mensile) vuole parlarvi di progettazione, di costruire, di risparmio energetico grazie all’ingegnere civile Mirko Rizzi (e quale costruzione è più simbolica di una casa?) e perché dall’altra parlerà di libri e cultura (qui rientra il ruolo della poesia) grazie a Lara Zavatteri, scrittrice.

giovedì 25 aprile 2013

LA FIGLIA DEL BOIA






Per la rubrica La casina di marzapane ecco un libro singolare e affascinante. Si tratta de “La figlia del boia” di Oliver Potzsch, che narra nella Germania del Seicento un misterioso caso. Alcuni dei bambini del villaggio vengono trovati morti, oppure scompaiono. Sono accomunati dal fatto di essere orfani e dall’aver frequentato spesso la levatrice del villaggio, che viene accusata di stregoneria e imprigionata, tanto più che sul corpo si trova una macchia di forma strana e questi segni venivano per l’appunto ricondotti alla stregoneria. Ma il boia e sua figlia non sono convinti della colpevolezza della donna e indagano. Il boia è Jakob Kuisl, un cognome che per oltre 300 anni ha identificato la famiglia dalla quale provenivano i boia per le esecuzioni ed anche l’autore è un discendente da questa famiglia.