PERCHÉ QUESTO MAGAZINE


Prima di tutto: il titolo. Per chi non lo sapesse tre casettine dai tetti aguzzi è il primo rigo della poesia di Aldo Palazzeschi intitolata Rio Bo. Ma perché tre casettine? Perché questo magazine (che un vero magazine non pretende di essere, non essendo registrato come tale ed essendo aggiornato senza cadenza mensile) vuole parlarvi di progettazione, di costruire, di risparmio energetico grazie all’ingegnere civile Mirko Rizzi (e quale costruzione è più simbolica di una casa?) e perché dall’altra parlerà di libri e cultura (qui rientra il ruolo della poesia) grazie a Lara Zavatteri, scrittrice.

giovedì 7 febbraio 2013

Emigrazione trentina





L’emigrazione trentina fu un fenomeno dovuto alla necessità per le famiglie di trovare nuove prospettive e nuove fonti di reddito in periodi particolarmente segnati dalla miseria un po’ in tutte le valli del Trentino. L’emigrazione poteva essere definitiva, cioè una famiglia poteva decidere di trasferirsi definitivamente altrove, oppure stagionale. In quest’ultimo caso solitamente era il capofamiglia a lasciare la casa per vendere manufatti o altri oggetti, oppure per cercare lavoro e far ritorno nei mesi più freddi. In Trentino nacquero in questo modo varie categorie di emigranti, dai segantini, cioè coloro che tagliavano e lavoravano il legno ai “paroloti” vale a dire coloro che vendevano e lavoravano il rame, fino ai venditori di stampe del Tesino. Un fatto curioso è che questo genere di emigranti aveva sviluppato anche un proprio personale gergo, che dava anche una sorta di senso di appartenenza alla categoria, usato solo fra loro. In molti cercarono fortuna anche oltre oceano, specialmente in Sudamerica. Per una famiglia che riusciva a stabilirsi in loco e vivere decorosamente, ce n’erano dieci che vivevano invece ancora nella miseria o che decidevano, dopo poco o passato qualche anno, di tornare in Patria. I facili guadagni e il benessere per tutti spesso si rivelò, infatti, solo un miraggio, uno specchietto per le allodole che segnò una triste pagina nella storia dell’emigrazione trentina, specie di fine Ottocento-primi decenni del Novecento. 

Lara Zavatteri

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