PERCHÉ QUESTO MAGAZINE


Prima di tutto: il titolo. Per chi non lo sapesse tre casettine dai tetti aguzzi è il primo rigo della poesia di Aldo Palazzeschi intitolata Rio Bo. Ma perché tre casettine? Perché questo magazine (che un vero magazine non pretende di essere, non essendo registrato come tale ed essendo aggiornato senza cadenza mensile) vuole parlarvi di progettazione, di costruire, di risparmio energetico grazie all’ingegnere civile Mirko Rizzi (e quale costruzione è più simbolica di una casa?) e perché dall’altra parlerà di libri e cultura (qui rientra il ruolo della poesia) grazie a Lara Zavatteri, scrittrice.

venerdì 25 gennaio 2013

La stanza segreta di Anna Frank






Anne Frank (il nome completo era Annelise) non era sola nel suo nascondiglio segreto ad Amsterdam, dove sperava di nascondersi fino alla fine della guerra. Oltre alla sua famiglia ad un certo punto ne arrivò un'altra con un figlio poco più grande di Anne, Peter. Tra privazioni e sogni di libertà, fu quello l’amore che Anne non avrebbe mai vissuto. L’Olocausto in questo libro viene raccontato dagli occhi di Peter, adolescente che, come Anne e la sorella più grande Margot, è costretto a vivere la sua giovinezza rinchiuso fra quattro mura dove però c’è spazio ancora per studiare, leggere, imparare, divertirsi e progettare un futuro fuori dall’“alloggio segreto” come lo chiamava Anne. Invece, nell’agosto del 1944 tutti gli occupanti del nascondiglio furono scoperti e mandati a morire nei campi di concentramento. Anne e Margot moriranno in quello di Bergen Belsen, Peter sembra in una delle “marce della morte” organizzate dai nazisti per evacuare i campi ed eliminare il maggior numero di persone, prove viventi degli orrori perpetrati dalle SS. Anne e Peter, se si legge il diario di Anne, avevano un rifugio segreto per parlarsi, ma la stanza segreta non è solo questa: è un posto del cuore dove continuare a sperare, racchiudere un po’ di felicità, osare guardare avanti e vedere una luce, anche quando al momento intorno c’è solo buio.

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