PERCHÉ QUESTO MAGAZINE


Prima di tutto: il titolo. Per chi non lo sapesse tre casettine dai tetti aguzzi è il primo rigo della poesia di Aldo Palazzeschi intitolata Rio Bo. Ma perché tre casettine? Perché questo magazine (che un vero magazine non pretende di essere, non essendo registrato come tale ed essendo aggiornato senza cadenza mensile) vuole parlarvi di progettazione, di costruire, di risparmio energetico grazie all’ingegnere civile Mirko Rizzi (e quale costruzione è più simbolica di una casa?) e perché dall’altra parlerà di libri e cultura (qui rientra il ruolo della poesia) grazie a Lara Zavatteri, scrittrice.

martedì 29 gennaio 2013

I libri di cui non si vuole una continuazione





Lo diceva il giovane Holden, nel romanzo omonimo di Salinger, che i libri più belli sono quelli che, una volta terminati, ti verrebbe voglia di sentire i protagonisti al telefono, di parlarci, insomma di conoscerli. I libri migliori sono quelli che, quando arrivi alla fine, vorresti che la fine non fosse arrivata, quelli che quando ti accorgi che mancano poche pagine, ti rattristi. Sono libri che hanno tenuto compagnia, sono stati amici, un rifugio dalla caoticità della vita, ad un libro ci si affeziona, non si vede l’ora di avere tempo per stare un po’ con quelle storie, quei personaggi. Ma ci sono anche storie per cui non vogliamo sapere cosa c’è oltre. Uno di questi è proprio Il giovane Holden. Ma ve lo immaginate Holden, lui così fuori dalle righe, così lontano dagli schemi, insofferente alle etichette diventato magari adulto e immerso proprio nelle stesse regole che ha sempre rifiutato? Sarebbe un colpo. Meglio ricordarlo com’è da un bel po’ di tempo, un ragazzo degli anni Cinquanta che si domanda che fine fanno le anitre (non è uno sbaglio, è scritto proprio così nel testo) di Central Park.

Lara Zavatteri


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